Biodiversità: politiche di tutela poco efficaci per il 45% degli italiani

I dati della seconda edizione dello Studio sulla Biodiversità Forestale, realizzato da Rete Clima, verso la Conferenza delle Nazioni Unite sulla Biodiversità di Roma

Le politiche nazionali in materia di tutela della biodiversità sono considerate poco efficaci dal 45% degli italiani. Il 49% dei consumatori chiede alle aziende di svolgere un ruolo attivo nel sensibilizzare e informare il pubblico riguardo la biodiversità e le pratiche sostenibili, e circa il 55% chiede che investano nella conservazione degli habitat. Lo rileva la seconda edizione dello Studio sulla Biodiversità Forestale, realizzato da Rete Clima verso la Conferenza delle Nazioni Unite sulla Biodiversità, in programma a Roma, dal 25 al 27 febbraio, presso la Fao.

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Foto di Boys in Bristol Photography su Unsplash.

Le aziende hanno dunque “l’opportunità di guidare il cambiamento promuovendo azioni concrete di salvaguardia a tutti i livelli” si legge a commento nella nota stampa. Lo scenario in questo senso è positivo: il 71% prevede infatti di investire concretamente in azioni per la protezione della biodiversità nel prossimo triennio.

Biodiversità: come si informano gli italiani

Dal rapporto emergono lacune di conoscenza sul tema: oltre il 92% degli intervistati ammette di non essere a conoscenza dei contenuti della Nature Restoration Law, la più importante legge europea finalizzata al ripristino della natura con particolare attenzione agli ecosistemi danneggiati a livello funzionale. Circa il 30% dichiara di non raccogliere informazioni, il 37% si informa tramite radio e tv, il 34% dai quotidiani online, circa il 32% tramite i social, mentre circa il 14% legge quotidiani cartacei e il 9% i blog.

Considerando un punteggio compreso in una scala da 1 a 10, emerge un forte consenso sul fatto che le azioni delle aziende possano influenzare in meglio la biodiversità, con un punteggio medio di 7,98. Inoltre, i cittadini sottolineano che le politiche sostenibili di un’azienda giocano un ruolo decisivo nelle decisioni di acquisto dei consumatori (punteggio medio di 7,40). Con un grado di accordo medio di 7,81, a parità di prezzo si preferisce la scelta di prodotti di aziende attive nella tutela della biodiversità.

“Aziende potrebbero colmare il vuoto delle politiche nazionali”

Considerata la “percezione di insufficienza delle politiche nazionali a favore della biodiversità” si legge nella nota, le aziende potrebbero quindi colmare questo vuotocon “azioni concrete e locali, da attuare e rendicontare in modo accurato”. Un altro aspetto considerato nello studio è la trasparenzanelle operazioni aziendali che incidono sulla biodiversità, opinione condivisa dal 41% degli intervistati: i consumatori apprezzano le aziende che sono aperte a pratiche a favore dell’ambiente e della natura. Il 38% ritiene invece che un’azienda debba ridurre il consumo di risorse naturali, adottando pratiche più efficienti e sostenibili. Circa il 33% sottolinea l’importanza di una comunicazione chiara riguardo le politiche ecologiche adottate: un aspetto che può rafforzare il rapporto di fiducia tra l’impresa e i suoi stakeholder.

In base ai dati della survey, le imprese non solo riconoscono l’impatto della loro impronta ecologica, ma decidono di agire attivamente per mitigarla: “Una azione che può essere probabilmente collegata anche alla Direttiva Csrd, che chiede alle aziende di rendicontare agli stakeholder le proprie azioni nel campo della sostenibilità”. La stessa perdita di biodiversità può influenzare il business aziendale: in una scala di valore da 1 a 10, circa il 26% delle aziende intervistate ha indicato un impatto pari a 7; il 16% a 8, mentre oltre il 9% si è dichiarato maggiormente preoccupato indicando il valore 10 per impatto massimo.

Le soluzioni a favore della natura: vademecum di Rete Clima

Rete Clima condivide nel suo studio un vademecum per contrastare il cambiamento climatico e favorire la conservazione degli ecosistemi, proponendo soluzioni che combinano innovazione, sostenibilità ed efficacia.

Tra le principali azioni necessarie sono indicate:

  • realizzare soluzioni basate sulla natura (Nbs) anche in contesto urbano, dentro strategie Nature Positive;
  • promuovere la creazione di hot-spot di biodiversità, interventi realizzabili anche in città, in spazi ridotti o recuperando aree marginali, che possano diventare habitat per specie animali e vegetali;
  • adottare misure per contrastare il degrado del suolo, attraverso il rinverdimento delle terre degradate, restituendo vitalità agli ecosistemi compromessi e rafforzando il ciclo naturale delle risorse;
  • valorizzare i boschi urbani migliorandone la valenza ecosistemica;
  • le foreste devono essere progettate e realizzate secondo strategie tecniche di adattamento al cambiamento climatico.

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